Certificato Vontobel su Campari, Banco BPM e Ferrari: Premi Mensili dell’1% e Protezione del Capitale

Il certificato di Vontobel con isin DE000VD06AG9 su Campari, Banco BPM e Ferrari, stacca premi mensili dell’1% per un flusso cedolare annuo del 12,00%, a condizione che nessuno dei tre sottostanti scenda oltre il 40% dai prezzi di strike, corrispondenti circa ai valori odierni. Tale condizione è ovviamente valida anche per il rimborso del valore nominale alla scadenza.

Come la maggior parte dei certificati cash collect il certificato prevede l’effetto memoria sulle cedole. E’ una caratteristica che permette di non perdere eventuali cedole non erogate per la discesa sotto barriera di uno dei tre sottostanti. Tali cedole infatti vengono accantonate e potranno successivamente essere erogate se entro la scadenza il sottostante peggiore del basket, il cosiddetto worst of, dovesse risalire sopra la barriera di protezione.

Emesso l’1 marzo, si acquista leggermente sotto la pari a 98,70€, con il titolo Ferrari worst of a -10% dal livello di strike, Campari appena sotto strike e con Banco BPM a +1,13%

La performance nell’ultimo anno del FTSE MIB è pari al +20,63% denotando un continuo rialzo che, da inizio anno si attesta a +8,94%, con il valore dell’indice che si porta a quota 33.248, ancora distante dagli ultimi massimi registrati ad aprile 2007, dove il listino milanese aveva raggiunto i 43.998 punti.


BANCO BPM
Continua la salita del settore bancario e con essa anche quella di Banco BPM, che vede utili per azioni e ricavi in rialzo dalla seconda metà del 2021.

Il titolo sta seguendo una traiettoria al rialzo che ha visto triplicare il suo valore azionario negli ultimi tre anni, sulla scia dei benefici che sta riscontrando l’intero settore visti gli aumenti dei tassi d’interesse.

Il fatturato della società dal 2021 è cresciuto mediamente del 20,60% anno dopo anno, con una crescita al 31 dicembre 2023 del 36,92% rispetto ai risultati registrati nel 2022.

CAMPARI

Il 2023 è stato un altro anno d’oro per Gruppo Campari. Le vendite della multinazionale hanno sfiorato i 3 miliardi di euro, toccando per l’esattezza i 2,918 miliardi, in crescita dell’8,2% sul 2022, che già era stata, come la precedente, un’ottima annata.

Un incremento ancora più sostanzioso considerando che la crescita organica è stata del 10,5%, confermandosi a doppia cifra per il terzo anno consecutivo.

Risultati frutto della dinamica sostenuta dei brand, in particolare di aperitivi, tequila e premium bourbon, che hanno proseguito la loro corsa anche nell’ultimo trimestre, come già registrato nei primi nove mesi dell’anno.


FERRARI

Ferrari ha chiuso il 2023 con risultati record e profitti che per la prima volta hanno superato il miliardo di euro. Bene anche i risultati del quarto trimestre: la Casa di Maranello ha riportato profitti in rialzo del 33% a 294 milioni di euro e ricavi in rialzo dell’11% a 1,523 miliardi. Nell’anno i profitti sono saliti del 34% a 1,257 miliardi e i ricavi del 17% a 5,97 miliardi. La società ha fornito anche le guidance per il 2024, in rialzo rispetto ai valori 2023 con, in particolare, ricavi superiori a 6,4 miliardi.

PROTEZIONE E RENDIMENTO

Come evidenziato in apertura, la barriera di protezione per l’erogazione delle cedole e per il rimborso del nominale a scadenza coincide ed è posta al -40% dai prezzi iniziali. Ne consegue che fino a che uno dei tre titoli non scende sotto a quel livello, il certificato pagherà il suo flusso cedolare e garantirà alla scadenza, al netto dell’insolvenza dell’emittente, il rimborso del valore nominale di 100€ a certificato. L’osservazione per il flusso cedolare ha cadenza mensile con erogazione di una cedola dell’1%, che corrispondere ad un rendimento annuo del 12%. Le cedole sono dotate di effetto memoria e quindi nel caso uno dei tre titoli sia al di sotto del -40% nel momento dell’osservazione per lo stacco, la cedola non verrà erogata ma non sarà persa, bensì accantonata in memoria. Sarà sufficiente che ad una qualsiasi delle osservazioni, anche eventualmente alla scadenza, tutti i titoli siano tornati ad di sopra del livello barriera per garantire il pagamento anche di tutte le cedole precedentemente non pagate.

DURATA E POSSIBILE SCADENZA ANTICIPATA

La scadenza del certificato è prevista a luglio 2026, per complessivi 28 mesi di durata mentre la prima osservazione autocall per il richiamo anticipato al valore nominale da parte dell’emittente è prevista alla quinta osservazione mensile, ovvero agosto 2024. Da tale osservazione quindi, se tutti e tre i sottostanti saranno al di sopra dei prezzi di strike, il certificato scadrà anticipatamente, rimborsando all’investitore il capitale investito e quindi il valore nominale, oltre allo stacco della cedola prevista. Qualora dovesse avvenire alla prima osservazione si avrebbe comunque l’erogazione di cinque cedole dell’1% per un rendimento complessivo da flusso cedolare pari al 5% sommato al capital gain ottenuto dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso a nominale. Il rendimento complessivo in questo scenario sarebbe pari al 6,30% in cinque mesi (15% annualizzato). Ogni sei osservazioni successive alla prima data utile per il richiamo anticipato, il livello di autocall non sarà più al 100% del prezzo di strike, ma scenderà del 5% ogni sei mesi, fino a raggiungere l’85% nell’ultimo semestre a partire dal 2 febbraio 2026.

SCENARI A SCADENZA

Qualora non si verificasse il rimborso anticipato per l’autocall, alla scadenza si avranno due scenari:

  • se nessuno dei tre sottostanti, alla data di scadenza, si trova al di sotto del -40% si avrà il rimborso al nominale di 100€. Sarà sufficiente anche un performance del -39,9% del peggiore dei tre, l’importante è che nessuno abbia superato al ribasso il valore barriera. In questo caso quindi si avrà la restituzione del capitale investito con l’erogazione dell’ultima cedola e si avrà beneficiato nel complessi di un flusso cedolare del 28% (28 cedole dell’1%). Bisogna sempre ricordare che i rendimenti generati dai certificati, essendo catalogati come redditi diversi, permettono di compensare eventuali minusvalenze presenti in portafoglio e in tal caso sarebbero esenti dal pagamento dell’imposta sul capital gain.
  • se almeno uno dei tre sottostanti presenta una performance oltre il -40% di ribasso, allora il certificato rimborsa proporzionalmente alla perdita del titolo. Se a titolo di esempio Campari dovesse trovarsi al -45% rispetto ai valori iniziali, il certificato rimborserebbe il nominale ridotto di tale percentuale, ovvero il 55% pari in questo caso a 55€, anche se a tale valore andrebbero sommate tutte le cedole incassate dal prodotto.

Va infine specificato che investire in certificati espone al rischio di fallimento dell’emittente e al rischio di azzeramento del sottostante, casi che possono provocare la perdita dell’intero investimento. In questo caso l’emittente è Vontobel che presenta un rating A2 (Moody’s).

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